Regaliamoci futuro: al lavoro per le nuove docce | Casa della Carità
Notizie

Regaliamoci futuro: al lavoro per le nuove docce

Tra i lavori più urgenti di Regaliamoci Futuro ci sono le nuove docce. La riapertura del servizio è prevista per l’estate 2021. 

Alla Casa della Carità procedono i lavori di riprogettazione degli spazi di via Brambilla, previsti dal progetto Regaliamoci Futuro, che la Fondazione ha presentato lo scorso 18 dicembre.

Nei mesi scorsi sono stati completati i primi interventi, con la predisposizione di nuovi ingressi, dedicati esclusivamente alle persone che usufruiscono dei servizi diurni.

Nelle scorse settimane è iniziata la demolizione delle docce esistenti, che saranno riconvertite in camere per gli ospiti della Casa.

Il prossimo passo: le nuove docce

Il servizio docce, insieme al guardaroba, è tra i più utilizzati dalle persone che vivono in grande difficoltà. Al momento però, a causa della pandemia, è ancora sospeso. Ma vogliamo riattivarlo al più presto!

Per questo, tra i lavori più urgenti di Regaliamoci Futuro ci sono le nuove docce, che saranno collocate in una diversa ala della sede di via Brambilla. Qui avranno uno spazio più grande e un ingresso dedicato: verrà ripristinato quello che era l’accesso principale dell’edificio scolastico che da 17 anni ospita la Casa della Carità.

Così non si formeranno assembramenti e proteggeremo la salute di tutti.

Nella stessa area, sarà inoltre creato un nuovo spazio polifunzionale, dove gli ospiti delle docce potranno ricominciare a partecipare ai laboratori artistici e alle attività di “Arredare l’attesa” e dove gli anziani del Municipio 2, che ancora non possono entrare alla Casa della Carità, potranno tornare a ritrovarsi e trascorrere la giornata insieme.

Docce: la storia di Andrei

Le persone seguite dai volontari e dagli operatori delle docce, alla Casa della Carità si sentivano accolte, avvolte da gesti di amicizia.

Qui trovavano una casa, senza giudizio, in una relazione di prossimità, dentro una dinamica affettiva e di cura che per noi è fondamentale.

Una di queste persone è Andrei, di cui Ciro Di Guida – il responsabile del servizio Docce e Guardaroba – racconta la storia.

Le nostre riflessioni sull’acqua

La presenza del servizio docce – e la sua temporanea chiusura – ha spinto la Casa della Carità a intraprendere un percorso di riflessione sul tema dell’acqua.

L’acqua, infatti, è per noi strettamente connessa al tema della cura e alla cultura dell’accoglienza e dei diritti. E la Fondazione ne ha esperienza quotidiana, proprio attraverso le docce. La possibilità di lavarsi e cambiarsi, infatti, garantisce dignità.

Come abbiamo raccontato in occasione della “Settimana dell’acqua“, inoltre, l’acqua, è un bene comune da difendere e valorizzare.

Per i nostri ospiti, l’acqua è stata un elemento di paura nelle loro vite, ma anche di gioia. Molti di loro, infatti, hanno raggiunto il nostro Paese attraversando l’acqua del Mar Mediterraneo. L’acqua è ciò che li ha condotti altrove. Per altri, l’acqua è il ricordo dei monsoni o della stagione delle piogge. 

Il numero 23 di SOUQuaderni ci ha poi fatto scoprire quanto l’acqua abbia un valore fondativo per ogni religione.

E anche il nostro presidente don Virginio Colmegna ha voluto dedicare all’acqua alcune riflessioni, invitando nell’ultimo numero di Parole di Carità – il periodico di riflessioni spirituali inviato ad amici e sostenitori della Casa – a meditare sull’incontro tra Gesù e la Samaritana. Il questo episodio biblico Gesù, stanco e affaticato per il viaggio, si mette a riposare presso il pozzo di Giacobbe e chiede a una Samaritana di dargli dell’acqua.

Scrive don Virginio: «Cos’è la sete di Gesù? È sete di dialogo con una donna ai margini e appartenente a un popolo nemico. E quale sete muove la Samaritana, anche se inconsapevolmente? È sete di senso, è ricerca di una sorgente interiore, di conoscenza. Come si offre di dissetarla Gesù? Con “un’acqua viva”, che “disseta per sempre”».

«Ecco, per noi le persone accolte alle docce erano sia la Samaritana alla ricerca di un senso sia Gesù, il bisognoso dal quale imparare, che ci dona “acqua viva”. Le docce erano un incontro e un dialogo dal quale imparare molto, grazie al quale venivamo educati dai poveri», conclude don Virginio.


Altri articoli suggeriti

Case della comunità, proviamoci in Lombardia

Rivedi l’incontro online “Case della comunità, proviamoci in Lombardia”, promosso dall’Associazione Prima la comunità….

“Territorio e comunità: sanità e disagio sociale ai tempi del Covid”

Rivedi l’incontro “Territorio e comunità: sanità e disagio sociale ai tempi del Covid”, promosso…

“Regaliamoci futuro”. La Casa della Carità si ripensa

Il percorso di riprogettazione dell’azione sociale e degli spazi della Casa della Carità, che…

SOSTIENI LA CASA DELLA CARITÀ

La Casa della Carità è una vera famiglia per bambini, anziani, donne e uomini di ogni età, Paese e religione.

Dona speranza, cura, un aiuto concreto alle persone seguite dalla Fondazione.

Dona ora