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Giornata della salute mentale: i consigli della Biblioteca del Confine

Per la Giornata della salute mentale, le segnalazioni di Alessandro Coerezza della nostra Biblioteca del Confine

«Per me, che per 11 anni mi sono occupato dei primi dimessi dall’ospedale psichiatrico, vivendoci insieme in una comunità, è stato naturale aprire la Casa della Carità, fin dai suoi inizi, al tema della salute mentale, seguendo la strada indicata da Basaglia: quella della deistituzionalizzazione, che per noi di Casa della Carità resta il tracciato da seguire per realizzare tutte le nostre attività».

Così il presidente della Casa della Carità, don Virginio Colmegna, spiegava com’è nato l’impegno della Fondazione sul tema della salute mentale in occasione del 40° anniversario della Legge 180, la cosiddetta Legge Basaglia, nel 2018.

In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra il 10 ottobre, vi proponiamo i consigli della nostra Biblioteca del Confine, curati da Alessandro Coerezza.

I CONSIGLI DI LETTURA

Per la Giornata della salute mentale 2021, proponiamo un percorso per accostarsi al pensiero di Eugenio Borgna, uno dei più importanti psichiatri italiani, figura di spicco della psichiatria fenomenologica. Quello di Borgna è un invito costante ad accogliere la follia come parte della complessità dell’esperienza umana.

Nel 2009 Borgna aveva anche partecipato a “Milano Si-Cura”, una tre giorni promossa dalla Casa della Carità, per mettere in dialogo i diversi attori politici, sociali ed economici della città sui temi della fragilità urbana e della sicurezza, per capire come la città poteva tornare a prendersi cura di sè.

In questa pagina, vi proponiamo uno stralcio dell’intervento di Eugenio Borgna, letto da Alessandro Coerezza.

“Noi siamo un colloquio: gli orizzonti della conoscenza e della cura in psichiatria”

Gli orizzonti della conoscenza e della cura in psichiatria. La psichiatria è disciplina medica che si occupa della diagnosi, della comprensione e delle strategie terapeutiche necessarie per avvicinare ciò che convenzionalmente chiamiamo “disturbo psichico”.

Ma essa non può sfuggire a certe scelte etiche che richiamano i grandi temi del senso della vita, della libertà, della responsabilità verso le esistenze deboli ed emarginate. La psichiatria ha a che fare soprattutto con la cura, ma la cura non può essere soltanto farmacologica: è anche psicologica e sociale e dipende soprattutto dalla capacità di ascoltare, per cogliere quel colloquio interiore che ognuno di noi intrattiene con le voci e i silenzi della propria anima, anche quando ci si trova persi nelle pieghe più profonde della sofferenza psichica.

Noi siamo un colloquio” è stato pubblicato da Feltrinelli nel 2012.

“Che cos’è la follia”

Per capire la follia, bisogna scomporla in due parti: angoscia e malinconia. Ma per curarla occorrono amore e condivisione. Emilio Borgna non si rivolge solo a psichiatri e psicologi, ma agli insegnanti, ai comunicatori e a chiunque abbia a che fare con le relazioni, il dialogo e il contatto con gli altri. Solo se si è capaci di vivere come nostri i dolori altrui si può capire e curare la follia.

La follia non deve far paura, perché ha a che fare con il nostro cuore e le nostre emozioni. Borgna ce lo dimostra con i versi di Emily Dickinson, Georg Trakl e Sylvia Plath: “Senza ricercare, e ritrovare, in queste poesie le tracce fiammeggianti di una malattia dell’anima nelle sue diverse declinazioni tematiche, non sarebbe possibile cogliere fino in fondo le indicibili latitudini del pensiero emozionale, del pensiero potente, che nelle loro poesie si manifestano”. È dall’angoscia e dalla malinconia che sono nate infatti le più belle esperienze creative. Il poeta tedesco Clemens Brentano non a caso diceva che “La follia è la sorella sfortunata della poesia”.

Che cos’è la follia?” è stato pubblicato da Sossella nel 2007.

“La fragilità che è in noi”, Torino, Einaudi, 2014.

Qual è il senso di un discorso sulla fragilità? Quello di riflettere sugli aspetti luminosi e oscuri di una condizione umana che ha molti volti e, in particolare, il volto della malattia fisica e psichica, della condizione adolescenziale, ma anche il volto della condizione anziana, lacerata dalla solitudine e dalla noncuranza, dallo straniamento e dall’angoscia della morte.

La fragilità, negli slogan mondani dominanti, è l’immagine della debolezza inutile e antiquata, immatura e malata, inconsistente e destituita di senso; e invece nella fragilità si nascondono valori di sensibilità e di delicatezza, di gentilezza estenuata e di dignità, di intuizione dell’indicibile e dell’invisibile che sono nella vita, e che consentono di immedesimarci con più facilità e con più passione negli stati d’animo e nelle emozioni, nei modi di essere esistenziali, degli altri da noi.

La fragilità che è in noi” è stato pubblicato da Einaudi nel 2014.

“La follia che è anche in noi”

La fenomenologia ha portato a considerare la psichiatria finalmente non solo come una scienza naturale, ma anche come una scienza umana, che nella cura delle interiorità ferite segue sentieri conoscitivi nutriti di gentilezza e di sensibilità, di etica e di umanità, sondando aree solo apparentemente estranee alla psichiatria, ma a questa vicine nel loro comune retroterra emozionale. Le emozioni ferite entrano a fare parte delle diverse forme di sofferenza psichica, e non solo di quelle depressive.

Ma le emozioni accompagnano la nostra vita in ogni sua circostanza, si voglia o non si voglia, quando stiamo male e quando stiamo bene e non solo nelle condizioni di malessere, anche se non sempre ne siamo consapevoli. In questo libro Eugenio Borgna intesse le sue riflessioni su passato, presente e futuro della psichiatria con frammenti della sua vita “rapsodici e serpeggianti, nei quali sono confluite esperienze lontane e vicine nel tempo”.

La follia che è anche in noi” è stato pubblicato da Einaudi nel 2019.

“Le parole che ci salvano”

Le parole che usiamo ogni giorno possono ferire, ma possono anche essere scialuppe in un mare in tempesta; ponti invisibili verso destini comuni. Nella nostra quotidianità siamo continuamente chiamati ad ascoltare le speranze e le angosce degli altri. Ma come possiamo trovare le parole giuste per rispondere; le parole che salvano e creano relazioni vere?

Eugenio Borgna in queste pagine ci indica una via da seguire per entrare realmente in contatto con gli altri. Per fare in modo che le loro parole non cadano nel vuoto e che le nostre servano davvero; mettendo in gioco nel dialogo tutte le emozioni di cui siamo capaci. Perché comunicare non significa rispondere a una mail o a un messaggio, ma condividere la nostra intimità con quella di altri. Solo in questo modo la comunicazione non resterà un gesto tra tanti, ma diventerà un gesto di cura. Un gesto che mai come oggi è tanto necessario e urgente fare.

Le parole che ci salvano” è stato pubblicato da Einaudi nel 2017.

Un film

Un momento delle riprese di “Io e L’I.A.”

“Io e L’I.A. – un viaggio nella storia alla scoperta dell’umanità”

Per questa Giornata della salute mentale vi proponiamo un film molto particolare: “Io e L’I.A.”, una storia di stampo fantascientifico costruita, sceneggiata e recitata da un gruppo composto da ospiti e operatori di Proviamociassieme, un progetto per l’abitare autonomo di persone con problemi salute mentale, che la Casa della Carità realizza nel quartiere Molise-Calvairate di Milano.

Focalizzandosi su figure storiche vissute in periodi diversi, il film esplora ciò che ci rende umani e può dare bellezza e colore alla vita.

Podcast

Psicoradio

Psicoradio è una testata radiofonica che si occupa dei temi della salute mentale, con una redazione formata da pazienti psichiatrici e anche un corso di formazione per imparare a fare radio. Ha preso l’avvio nel marzo 2006 ed è realizzata in collaborazione con Arte e Salute Onlus e Azienda USL Bologna – Dipartimento di salute mentale.

[In copertina: Marco Cavallo, simbolo dell’abbattimento dei muri dei manicomi sancito dalla Legge 180]


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