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L’accoglienza in pandemia di persone fragili ha generato un impatto sociale quasi doppio

La Casa della Carità ha valutato l’impatto sociale dell’ospitalità in pandemia di 13 persone con problemi fisici o di salute mentale. Il risultato della sperimentazione con metodologia SROI – Ritorno sull’Investimento Sociale è un indice di 1,87.

Ogni giorno la Casa della Carità si occupa dei più “fragili”, persone con problemi fisici o di salute mentale, che non troverebbero accoglienza altrove. Lo fa da sempre e lo ha fatto con un impegno ancora maggiore durante la pandemia. A queste persone la Fondazione ha offerto informazione e protezione contro il virus e, quando necessario, percorsi di isolamento e cura.

Ma quali benefici ha portato questa attività per gli ospiti accolti? Quali per la comunità locale dove opera la Fondazione?

La Casa della Carità ha valutato l’impatto sociale dell’ospitalità gratuita durante la pandemia di 13 persone con problemi fisici o di salute mentale, con una sperimentazione della metodologia SROI – Ritorno sull’Investimento Sociale.

Il risultato è un indice SROI di 1,87. Ciò significa che, per ogni euro donato a sostegno dell’accoglienza di queste persone, la Casa della Carità ha generato un valore di 1,87 euro per tutta la società.

I BENEFICIARI

A beneficiare dell’impatto sociale generato dall’ospitalità della Casa della Carità sono innanzitutto gli ospiti stessi, per il 59% del totale. Poi vengono gli stakeholder esterni, come i donatori o gli abitanti del territorio (23%), quindi dipendenti e collaboratori della Fondazione (18%).

Per fare degli esempi concreti, alcuni ospiti, nel complesso, hanno visto cambiare in meglio la loro condizione. Si sono registrati miglioramenti in ambiti come la cura di sé, i rapporti sociali e la salute mentale.

Per quanto riguarda i lavoratori coinvolti, la maggior parte ha dichiarato un aumento della soddisfazione personale legata al lavoro.

Gli stakeholder esterni, tra cui gli abitanti del quartiere in cui opera la Fondazione, hanno beneficiato di una riduzione della circolazione del Coronavirus sul territorio. Il 32,36% ha dichiarato una migliore vivibilità del quartiere (il 62,1% pensa che non influisca, il resto che peggiori), ed il 35,48% ha certificato anche un miglioramento della sicurezza del quartiere (il 61,3% pensa che non influisca, il resto che peggiori).

Gli autori

La valutazione di impatto sociale è stata realizzata da Sigma NL, una startup innovativa, nata come spin off dell’Università degli Studi di Genova, tramite la quale si svolgono attività di ricerca, di trasferimento tecnologico della ricerca socio-economica-culturaleinnovazione per prodotti e servizi, consulenza ad alto valore tecnologico per imprese, enti pubblici e società partecipate dalla PA, associazioni e altri soggetti profit e non profit.


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