Storie

Giornata degli anziani: la storia di Emilia

In occasione della Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, istituita da Papa Francesco nel 2021 e celebrata la quarta domenica di luglio, vi raccontiamo la storia di Emilia

Emilia ha 95 anni ed è una delle “nonne” della Casa della Carità. Da qualche anno, infatti, frequenta Casa Anziani, il gruppo di anziani del quartiere Adriano e Crescenzago, che due volte alla settimana si ritrova in via Brambilla.

In occasione della Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, istituita da Papa Francesco nel 2021 e celebrata la quarta domenica di luglio, vi raccontiamo la sua storia.

La nascita in Francia

Emilia con Doudou Khouma, operatore di Casa anziani, e un giovane volontario

I genitori di Emilia erano originari del Lago d’Iseo, ma erano migrati in Francia per lavorare in miniera.  E qui hanno messo su famiglia.

Oltre a Emilia, sono nati altri 4 figli, ben presto rimasti orfani. Il padre di Emilia, infatti, ha perso la vita a causa di un incidente sul lavoro, mentre la mamma è morta poco dopo, per via di una meningite.

Così Emilia, con i fratelli e le sorelle, è stata accudita dal datore di lavoro del padre, che ha pagato per loro la retta di un prestigioso collegio. Emilia ha dei bellissimi ricordi di questa esperienza: racconta che era come un castello, dove aveva tante amiche; si ricorda delle corse nel grandissimo giardino e dei giorni felici passati lì.

Il ritorno in Italia

Nel 1938, Mussolini ordinò il rimpatrio degli italiani all’estero e in particolare di quelli che vivevano in Francia. Per questo motivo, Emilia e i suoi fratelli furono obbligati a tornare in Italia. E per lei iniziò un periodo terribile.

Essendo orfana, finì in un collegio, dove viveva in condizioni precarie: c’era pochissimo cibo (quando andava bene mangiava bucce di patate e cipolle) e le condizioni igieniche del luogo non erano delle migliori. Spesso, poi, i compagni e le maestre la prendevano in giro, perché non parlava l’italiano, ma solo il francese.

Ancora oggi Emilia chiama quel posto “la galera”.

L’amore con Roberto

Finalmente, dopo alcuni duri anni, Emilia va a vivere con una zia che si prende cura di lei.

Finita la guerra, ormai più che ventenne, si trasferisce a Milano, dove trova lavoro come guardarobiera presso alcune famiglie aristocratiche.

E in città conosce il suo futuro marito, Roberto, che faceva l’operaio in tipografia.

Un momento di gioco a Casa Anziani – Foto: Giorgio Monopoli

Emilia e Roberto si incontrano al Teatro Smeraldo, dove a quel tempo si andava anche di pomeriggio per vedere dei film; subito si innamorano e iniziano a frequentarsi. Ben presto decidono di sposarsi e dopo pochi anni di matrimonio nasce Maria.

E quando ormai Emilia è anziana ed è rimasta vedova, è proprio la figlia Maria che la accompagna a Casa Anziani.

Emilia arriva a Casa Anziani

Maria, infatti, è una volontaria della Fondazione: «Frequentando la Casa mi era capitato di incontrare i nonni, vedere i loro sorrisi mentre trascorrevano del tempo insieme e sentire la loro gioia quando cantavano e ballavano in compagnia. Così ho pensato di portare al gruppo anziani anche la mia mamma».

Poi è scoppiata la pandemia ed Emilia, come tutti gli anziani che frequentavano la Casa, sono dovuti rimanere lontani da via Brambilla.

Da qualche mese, però, i nonni hanno ricominciato a venire alla Casa per incontrarsi, giocare e cantare, per stare insieme, per mangiare in compagnia.

«La mamma è tornata a frequentare i suoi nuovi amici, la vedo sorridere e questo mi riempie di gioia», dice Maria.

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