Cura della salute: gli ambulatori | Casa della Carità
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Attività diurne

Cura della salute: gli ambulatori

La salute è uno dei primi aspetti di una persona di cui la Casa della Carità si prende cura. Dal punto di vista pratico, ma anche culturale.

La Fondazione ha sempre avuto al centro delle sue riflessioni il tema della salute. Per questo la salute, fisica e mentale, è uno dei primi aspetti della persona di cui la Casa della Carità si prende cura. Dal punto di vista pratico e culturale.

Gli ambulatori, per esempio, comprendono l’assistenza medica e psichiatrica e il supporto di consulenze specialistiche. Si rivolgono soprattutto agli ospiti della Fondazione, ma sono aperti a tutte le persone con cui la Casa della Carità entra in contatto e che hanno bisogno di una prima visita o di un orientamento ai servizi sanitari pubblici. Come per esempio le persone senza dimora che frequentano il servizio Docce.

Un colloquio nell’ambulatorio della Casa della Carità – Foto: Marco Garofalo.

Ambulatorio medico

L’ambulatorio medico è gestito da medici e infermieri reperibili a turno. Altri specialisti come pediatri, ginecologi e infettivologi sono disponibili per consulenze e visite straordinarie. 

Quando nell’ambulatorio della Casa della Carità arriva una persona, i nostri operatori non si concentrano solo sul suo immediato bisogno; non si limitano a fare una diagnosi e a somministrare la necessaria terapia. Per qualcuno questo basta, probabilmente lo considerano un intervento efficace e appropriato. Per noi no. Non lo consideriamo un intervento efficace e appropriato se prima non facciamo alcune domande, se prima non riusciamo a capire perché queste persone sono venute alla Casa della Carità e non sono andate in un ambulatorio di medicina generale.

È soprattutto in base alle loro risposte che la Fondazione riesce a farsi carico di loro ed è in grado di capire come accompagnarle nel percorso di cura, facendole arrivare ai servizi più opportuni.

Ambulatorio per la salute mentale

L’ambulatorio per la salute mentale si prende cura di persone che, per un difficile accesso ai servizi, non hanno soluzioni alternative.

Nella cura della partendo dal presupposto che il disagio psichiatrico sia una questione di salute mentale che riguarda tutti e non una malattia da stigmatizzare.

Il lavoro di cura è svolto in stretta collaborazione con i servizi territoriali. In particolare con il Servizio di Etnopsichiatria dell’Ospedale Niguarda e con il Centro Psico Sociale di zona, in via Asiago 10, che fa riferimento alla Fondazione IRCSS Ca’ Granda Policlinico.

Un momento dello screening di ospiti e operatori con tampone rapido

L’impegno degli ambulatori per il contrasto al Covid-19

Lo scoppio della pandemia da Covid-19 ha influito notevolmente sulle attività della Casa della Carità. Nella prima fase dell’emergenza, per impedire il diffondersi del contagio, la Fondazione ha scelto di sospendere le attività diurne e di concentrarsi sull’ospitalità residenziale.

Nonostante gli sforzi, però, nel mese di aprile 2020, grazie a una battaglia portata avanti con le Istituzioni per ottenere i tamponi per ospiti e operatori, è stato scoperto un focolaio all’interno della sede di via Brambilla. A essere contagiati erano stati 25 ospiti e un operatore.

La scelta fatta dalla Casa della Carità è stata allora quella di prendersi cura direttamente, all’interno della propria sede, di quegli ospiti positivi al Covid particolarmente fragili e con patologia psichica. Queste persone, infatti, non venivano accolte nelle strutture identificate come “Covid Hotel”, perché impossibilitate a vivere la quarantena da sole, rinunciando alla presenza di personale specializzato. Per le altre, sono state attivate soluzioni in spazi di accoglienza aggiuntivi messi a disposizione dal Comune di Milano e dall’Ats Milano Città Metropolitana.

Tutti sono stati costantemente seguiti dai nostri operatori sia dal punto di vista medico-sanitario che sociale.

Anche se ora la situazione è sotto controllo, l’impegno della Fondazione per il contrasto alla diffusione del Covid continua. Oltre a mantenere tutte le necessarie precauzioni sanitarie, i nostri ambulatori effettuano uno screening periodico di ospiti e operatori, attraverso tamponi rapidi.

A febbraio 2021 è inoltre partita StradUsca, l’Unità Speciale di Continuità Assistenziale per persone gravemente emarginate promossa da Casa della Carità, Caritas AmbrosianaFondazione Culturale San Fedele e l’Associazione San Fedele onlus – Assistenza sanitaria. StradUsca si occupa del tracciamento, dell’isolamento e del trattamento contro il Covid di persone che vivono in contesti di grave emarginazione.

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