Incontri

SON: una normalità diversa

L’associazione SON – Speranza Oltre Noi presenta il progetto “Abitiamo il futuro”

L’Associazione SON – Speranza Oltre Noi, che ha tra i soci fondatori don Virginio Colmegna e due realtà del sistema Casa della Carità, vale a dire l’associazione Amici Casa della carità e il CeAS Centro ambrosiano di solidarietà, nasce nel 2017 dall’esigenza di alcune famiglie residenti nel quartiere Adriano-Crescenzago.

Queste famiglie volevano promuovere un’iniziativa dedicata al “Dopo di noi”, attraverso la quale sperimentare l’autonomia di figli portatori di particolari fragilità

È nato così “Abitare il futuro”, un progetto di abitare solidale che troverà spazio nella vecchia Cascina San Carlo (quartiere Adriano), la quale ospiterà le famiglie fondatrici affinché possano avviare i percorsi di autonomia già “Durante noi”.

Accanto al cantiere edilizio, che a 6 mesi dall’avvio procede senza intoppi e nel rispetto delle tempistiche, SON propone anche un “cantiere di idee” con l’obiettivo, attraverso incontri, iniziative e produzione di documenti, di diffondere una diversa cultura della fragilità e per costruire relazioni con il territorio, le associazioni di quartiere e le parrocchie.

Questi due cantieri sono stati presentati lunedì 28 giugno 2021, nel corso dell’incontro “SON: una normalità diversa”.

Don Colmegna: “SON per me è un ritorno al mondo della disabilità”

«Anch’io l’anno prossimo, verrò a vivere qui – ha detto don Colmegna – Per me è un ritorno al mondo della disabilità dato che il cardinal Martini, agli inizi degli anni Ottanta, mi aveva permesso di condividere un’esperienza  di accoglienza con i disabili a Sesto San Giovanni. SON è un passaggio significativo perché alla domanda sul “Dopo di noi” che ci hanno posto diverse famiglie del territorio abbiamo risposto costituendo un villaggio del “Durante noi”. Qui infatti vorremmo allargare l’ospitalità, costruire  legami e proporre tante iniziative culturali e spirituali oltre che diventare convinti promotori di diritti. E siamo lieti che l’istituzione pubblica rappresentata dal Comune di Milano abbia colto il senso della  nostra iniziativa».

Nel luglio 2019, infatti, SON aveva firmato una convenzione urbanistica che, di fatto, sanciva il primo intervento edilizio in città specificamente ispirato alla legge del “Dopo di noi”. Per questo il 28 giugno, a visitare l’area dei lavori, accompagnati dal presidente di SON Luciano Scotuzzi e da don Virginio Colmegna, c’erano anche gli assessori Marco Granelli e Gabriele Rabaiotti, rispettivamente ai Lavori  pubblici e alle Politiche sociali e abitative e la presidente della commissione Periferie, Roberta Osculati.  

La conferenza stampa di presentazione del progetto “Abitiamo il futuro”

Un’iniziativa di interesse pubblico

«SON è un progetto con un duplice, grande valore. Innanzitutto quello di supportare le famiglie con figli con disabilità con una realizzazione specificamente ispirata alla legge del “Dopo di noi”, che riguarda un tema che la città sta imparando ad affrontare nelle sue articolazioni con una sensibilità nuova destinata ad affermarsi e a diffondersi sempre di più. Il protagonismo del privato che interviene convenzionandosi con il Comune è un segnale di grande importanza», hanno detto Rabaiotti e Granelli.

Che hanno aggiunto: «L’altro aspetto che dà valore al progetto è legato al modo innovativo con il quale viene interpretato il servizio sociale che lega la casa al lavoro, lo spazio dedicato agli ospiti con i luoghi dello scambio e dell’incontro con gli abitanti del quartiere. Tutto questo in un edificio rurale recuperato e trasformato in uno spazio amichevole, molto curato, generoso e di grande qualità attento al rapporto con il contesto e ai legami necessari ed utili tra le diverse attività interne».

«Dal punto di vista tecnico-urbanistico si tratta di un progetto che realizza, in modo integrato, un unico servizio per la città con un modello di convenzionamento di grande interesse. Da queste esperienze impariamo tutti: noi, come amministrazione pubblica, il terzo settore come soggetto proponente e innovatore, la città di Milano che non smette di ascoltare e lavorare con coraggio per chi si trova in difficoltà e nel bisogno», hanno concluso i due assessori.


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