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L’acqua, il bene più prezioso – di Cesare Milano

L’acqua, il bene più prezioso – di Cesare Milano

Cesare Milano è monaco buddhista di tradizione tibetana con il nome di Tenzin Khentse, Centro Ghe pel ling di Milano.

Il concetto fondamentale dell’insegnamento del Buddha è l’interdipendenza: tutto è collegato e dipende da qualcosa e niente può esistere come entità a sé stante.

Per questa ragione la vita degli esseri umani, degli animali, delle molteplici forme di vita, sono tutte collegate, dipendono l’una dall’altra e sostanzialmente tutte dipendono dall’acqua. La vita sulla terra è iniziata nell’acqua, senza non ci sarebbe vita su questo pianeta che non a caso dallo spazio è di colore blu.

Nella simbologia e nei rituali della tradizione buddhista l’acqua è un elemento fondamentale, sull’altare davanti le statue di Buddha e delle divinità, ci sono sempre delle ciotole di offerta colme di acqua. Sono sempre in numero di sette o multipli di sette e rappresentano la nostra mente che nell’insegnamento viene classificata in sette tipi. L’acqua rappresenta lo stato di purezza fondamentale della mente innata ed indica inoltre che la nostra motivazione nell’offrire è pura, cioè senza contaminazioni di interesse personale, un atto di totale generosità e riconoscenza.

Le ciotole dell’offerta sono riempite ogni mattina e svuotate la sera, non si lascia mai l’acqua oltre questo tempo perché perderebbe la sua purezza, inoltre, ogni mattina la nostra mente deve essere nuovamente offerta con una rinnovata purezza.

In altri rituali vengono fatte delle offerte simboliche ai maestri, alle divinità o al Buddha, sono visualizzate dalla mente e rappresentate da mudra o gesti delle mani. Generalmente sono otto e sono: acqua per lavarsi, acqua da bere, fiori, luce, incenso, acqua profumata, cibo e musica.

Nelle offerte rituali l’acqua è sempre presente

Si immagina di invitare qualcuno di importante o prezioso e come prima cosa gli si offre dell’acqua per lavarsi mani e piedi, poi gli si offre acqua per dissetarsi, in una stanza che contiene fiori, luci e profumata di incenso, gli si offre del cibo, acqua per lavarsi le mani e musica per deliziarlo. Questo è il significato delle offerte rituali, nella quali l’acqua è sempre presente. 

Nei rituali di iniziazione dell’insegnamento tantra, prima di accedere al gompa, la sala degli insegnamenti dove c’è l’altare, ci si sciacqua la bocca con acqua colorata con lo zafferano e la si sputa in un recipiente, si può entrare solo dopo essersi purificati perché quel tipo di insegnamento esige che ci si accosti puliti dentro. Durante le iniziazioni l’acqua contenuta in un apposito recipiente viene aspersa dal maestro in direzione dei discepoli con un movimento circolare utilizzando un rametto di una qualsiasi pianta ma deve essere stato colto poco prima. Ancora una volta l’acqua aspersa dal maestro ha un significato di purificazione, e durante la cerimonia l’acqua può essere data da bere ai partecipanti come forma purificazione interiore.

Bastano questi esempi per comprendere l’importanza dell’acqua, ma oltre il simbolismo liturgico, l’acqua per sua natura ha la proprietà di non mischiarsi e diventare tutt’uno con le impurità, trascorso il tempo necessario le impurità si depositano sul fondo ed anche nei casi di contaminazione più gravi è solo questione di tempo, prima o poi l’acqua tornerà alla sua purezza originale. Allo stesso modo, nell’insegnamento si sostiene che i difetti mentali, le attitudini e comportamenti errati, non sono una cosa sola con la nostra mente, usando gli antidoti adatti, attraverso la pratica spirituale, l’impegno e la disciplina che sa scegliere ciò che è di beneficio e tralasciare ciò che è nocivo, noi possiamo correggere ogni difetto che è presente solo temporaneamente senza mai contaminare veramente la natura più profonda di noi stessi.

Lo spreco di acqua si contrappone a una mancanza di acqua

Su un piano più ordinario, l’acqua viene sprecata da chi ne ha molta a disposizione, mentre una parte notevole della popolazione mondiale soffre per la mancanza o per la contaminazione della poca acqua a disposizione. In Italia ad esempio, si usa acqua potabile per lavarsi, nello scarico del bagno e per bagnare il giardino o lavare l’auto, contemporaneamente in vaste zone del paese l’acqua viene perduta da una rete idrica ridotta ad un colabrodo. Non è solo mancanza di buona gestione, è mancanza di responsabilità e di una concezione etica dei beni che la natura ci offre.

Mentre i mari e gli oceani si innalzano a causa del riscaldamento globale, l’acqua manca sempre di più ed in alcune aree del pianeta è già iniziata la guerra di appropriazione dell’acqua. In Tibet ad esempio, la Cina ha già costruito enormi dighe per convogliare nel suo territorio molta parte dell’acqua dei tre principali fiumi che scendono verso l’India ed i paesi del sud est asiatico. Che conseguenza avrà questo su quasi due miliardi di persone?

Concludo ricordando la proposta, che può sembrare utopica, di un naturalista che ipotizzava di investire il denaro speso in armamenti e guerre per costruire enormi dissalatori sulle coste dell’Africa per irrigare attraverso grandi condotte parte del deserto del Sahara. Si otterrebbe contemporaneamente una diminuzione del livello degli oceani e si renderebbero fertili enormi zone desertiche producendo cibo, lavoro, ricchezza, ossigeno, diminuzione dell’anidride carbonica e della temperatura globale.

Abbiamo già i mezzi e la tecnologia per farlo, ma a chi conviene investire capitali per risolvere i reali problemi globali invece di continuare ad arricchirsi con armi e guerre? Non è che l’uomo è cattivo, è ignorante, accecato da un senso di onnipotenza, arroganza ed egoismo è privato di qualsiasi libertà di agire nell’interesse proprio e degli altri. L’interesse per gli altri “è” il mio proprio interesse, sono indissolubili, perseguire solo il proprio interesse porta solo sofferenze, disuguaglianze, discriminazioni e ingiustizie, e a lungo termine devasta il pianeta intero.

Siamo fortunati a vivere in un tempo nel quale le parole e gli insegnamenti delle varie spiritualità vanno sempre più a braccetto con un senso di eticità, ecologia, equilibrio e sostenibilità. Spiritualità ed eticità laica sono due facce della stessa medaglia, quella del rispetto, dell’umiltà, della responsabilità e del vivere tutti come un’unica vera famiglia.

[L’immagine di apertura è di Simona Sambati]


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