Volontari: un grazie moltiplicato 116 volte | Casa della Carità
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Volontari: un grazie moltiplicato 116 volte

In occasione della Giornata mondiale del volontariato, vogliamo ringraziare i tanti cittadini che dedicano il loro tempo alla Casa della Carità.

116 persone di ogni età, 73 donne e 43 uomini, di cui 33 arrivati nel 2016. Sono i volontari della Casa della carità che oggi, in occasione della Giornata mondiale del volontariato vogliamo ringraziare uno per uno, per aver scelto di dedicare parte del loro tempo alla Casa.  

Qui, si occupano delle docce o del guardaroba, danno una mano in Biblioteca e raccolgono ogni mattina le storie delle persone che si rivolgono al Centro d’ascolto. C’è poi chi segue gli ospiti nel corso d’italiano e chi trascorre alcune sere in via Brambilla, cenando insieme a quelli che rincasano tardi dal lavoro. Solo nel 2016 sono state 8.937 le ore di volontariato svolte. Ma il loro non è solo un aiuto “pratico”: è anche un prezioso contributo in termini di riflessione, stimolati dalle attività che svolgono ogni giorno.  

Un’avventura che allarga l’orizzonte


Cogliendo questa occasione, abbiamo realizzato una breve intervista con Matilde Brockhaus, presidente dell’Associazione Volontari.  

Qual è il senso del fare volontariato in Casa della carità?
Fare il volontario in Casa della carità, una realtà così poliedrica, con tante e varie presenze, è una bella avventura, che allarga l’orizzonte, permettendo a ognuno di noi di conoscere in maniera diretta un mondo vicino e lontano, che abitualmente non vediamo o che conosciamo in maniera distorta e superficiale attraverso i media. Si tratta di conoscere la persona singola, con le sue luci e le sue ombre, i suoi dolori, le sue richieste di aiuto.

Che cosa ti ha dato la Casa nella tua esperienza di volontaria?
È una palestra dove si cresce in umanità, nell’attenzione e nell’ascolto dell’altro, nell’imparare a lavorare insieme con umiltà, pazienza e costanza, nel riconoscere i nostri limiti. Casa della carità ha anche un valore aggiunto, che è quello, insieme all’accoglienza, di fare cultura attraverso tante iniziative che contribuiscono a dare maggiore completezza al nostro operato.  


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