Notizie

La Campagna Salute Mentale incontra Regione Lombardia

Mercoledì 3 marzo, la Campagna Salute Mentale è stata ascoltata dalla III Commissione Sanità e Politiche sociali di Regione Lombardia.

Tema al centro dell’incontro tra la Campagna Salute Mentale e la III Commissione Sanità e Politiche sociali di Regione Lombardia sono state le sofferenze psichiche provocate dalla pandemia da Covid-19 e le riflessioni emerse nella conferenza regionale della salute mentale dello scorso ottobre.

«In continuità con lo spirito collaborativo di questi anni, Campagna Salute Mentale vuole contribuire alla riflessione per promuovere una trasformazione e riqualificazione dei sistemi e dei servizi di salute mentale nella nostra regione. L’obiettivo è riuscire a rispondere all’attuale crisi emergenziale aggravata dalla pandemia, ma anche alle necessità di programmazione relative alla tutela della salute mentale», ha detto don Virginio Colmegna, presidente della Campagna.

E ha aggiunto: «Siamo in un momento di grande trasformazione. Dobbiamo saper raccogliere la sofferenza dei malati e il grido di aiuto dei loro familiari, per tramutarle in capacità di sperimentare e innovare, mettendo in campo proposte come i budget di salute, e di riqualificare il sistema e i servizi mettendo al centro la persona e lavorando sui territori».

Le proposte della Campagna Salute Mentale a Regione Lombardia

Don Colmegna ha anche richiamato alcuni punti programmatici, che costituiscono la proposta della Campagna Salute Mentale per una riforma della salute mentale in Lombardia.

Promuovere la medicina di comunità

Come fattore di protezione della salute attraverso un  “capitale sociale” ricco di reti. Per raggiungere l’obiettivo è necessario:
assicurare continuità tra ospedale e territorio per tutti i livelli di assistenza: ospedaliera, territoriale, domiciliare, perché l’organizzazione sanitaria e socio-sanitaria professionale deve essere orientata in funzione delle persone e non della malattia
praticare nuove forme di welfare integrato e di comunità, con l’applicazione del budget di salute per un progetto di vita indipendente delle persone con disagio mentale
ridescrivere e potenziare i Distretti ai quali deve essere restituito il ruolo centrale nelle funzioni di programmazione, committenza ed erogazione delle cure e nell’integrazione sociosanitaria

6% del budget sanitario regionale alla salute mentale

Le risorse che arriveranno dall’Europa (Recovery Fund ecc.) dovranno sostenere l’implementazione della sanità territoriale anche nell’ambito della salute mentale

Potenziare ed investire nella ricerca, nella sperimentazione e nella formazione

È necessario affrontare il problema della formazione del personale per tutto il sistema socio sanitario e in particolare per il territorio

Riconoscere e valorizzare il ruolo del terzo settore

Dell’associazionismo e della cooperazione sociale, che sono il principale promotore di concrete forme di inclusione sociale, cittadinanza e di comunità. Questo significa ricoprire un ruolo non di supplenza e nemmeno di sola integrazione delle politiche pubbliche, ma di co-protagonismo nelle scelte e nella programmazione

Superare il ricorso alla contenzione

Nei reparti psichiatrici ospedalieri, così come nelle Rems e nel carcere, le indicazioni regionali devono trovare piena effettività, affermando concretamente e praticando il principio del no restraint

Prevedere luoghi e strumenti adeguati per persone con problemi di salute mentale autori di reato

Garantire supporto e presa in cura nelle realtà carcerarie, oggi sguarnite di mezzi e personale, così come individuare soluzioni, ove possibile, che siano alternative alla segregazione

Rendere effettivo il superamento dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario

Istituendo in Lombardia delle Rems nelle diverse province: l’attuale struttura della Rems unica e di dimensioni enormi di Castiglione delle Stiviere, infatti, contraddice le indicazioni e soprattutto lo spirito della legge 81/2014 che ha chiuso gli ospedali psichiatrici giudiziari

Tutelare la salute fisica insieme a quella mentale

Con particolare attenzione agli effetti collaterali dei farmaci, agli eventi avversi e agli impatti dei farmaci sugli stili di vita

Connettere la salute mentale per adulti con la neuropsichiatria infantile

E dell’adolescenza (NPIA) e delle dipendenze attraverso azioni concrete per una prevenzione sia primaria che Secondaria

L’allarme su infanzia e adolescenza

È poi intervenuta Valeria Negrini, portavoce del Forum del Terzo Settore della Lombardia, che ha messo in luce le tante criticità che interessano la neuropsichiatria infantile: dalla carenza di posti letto dedicati per le acuzie, all’insufficienza di strutture residenziali e semiresidenziali. Dalla mancanza di una raccolta efficiente di dati che possano consentire l’approfondimento di alcuni fenomeni al cronico sottofinanziamento dei servizi per l’infanzia. Da biblici tempi di attesa per la presa in carico alla disomogeneità territoriale nella distribuzione dei servizi.

Queste debolezze si scontrano con dati, sia regionali che nazionali, che mostrano un costante aumento delle fragilità di natura psichica e psichiatrica nella prima infanzia e nell’adolescenza oltre che negli adulti, come disturbi del comportamento, disturbi alimentari, depressione. 

«Questi dati devono farci preoccupare e interrogare, perché stiamo parlando del nostro futuro. Stiamo parlando di bambine e bambini, ragazze e ragazzi che rischiano di pagare un prezzo altissimo, anche a causa della pandemia. La nostra è quindi una richiesta accorata di intervento, perché è responsabilità di ciascuno di noi dare risposte a questi minori, per disegnare per loro un futuro migliore», ha concluso Negrini.

La voce delle famiglie

Valerio Canzian, presidente di Urasam Lombardia (l’Unione Regionale Associazioni Salute Mentale), ha invece sottolineato che le gravi conseguenze che il Covid ha avuto sulle persone con sofferenza psichica e sulle loro famiglie. Una su tutte, le visite dei familiari a chi vive in comunità. «Per mesi sono state impedite, sostituite da telefonate in orari non consoni e di pochi minuti, rendendo difficile un legame costante. Ora si possono fare incontri settimanali di massimo mezz’ora, su appuntamento, previo tampone negativo. Il che significa spendere fino a 90 euro a settimana se per esempio entrambi i genitori vogliono far visita a loro figlio».

Canzian ha anche evidenziato l’urgenza che nelle strutture, oltre a un controllo sui criteri per l’accreditamento, ci sia un controllo sui contenuti e le attività proposte agli ospiti. Il rischio, infatti, è che le comunità invece che luogo di guarigione e risocializzazione diventino luoghi di cronicizzazione del disagio psichico.

Infine Vita Casavola, sempre in rappresentanza della Campagna Salute Mentale, ha posto l’attenzione su alcuni dati, che rappresentano una piccola fotografia nazionale fatta dalla Società Italiana di Psichiatria sugli effetti del primo lockdown:

  • Visite psichiatriche programmate solo per i più gravi
  • Colloqui sostituiti con quelli a distanza
  • Centri ambulatoriali rimasti chiusi 20%
  • Centri ambulatoriali che hanno ridotto gli accessi 25%
  • Consulti psichiatrici ospedalieri -30%
  • Psicoterapie individuali -60%
  • Psicoterapie di gruppo e interventi psicosociali -90/95%
  • Monitoraggio di casi in strutture residenziali -40%
  • Monitoraggio degli autori di reato affetti da disturbi mentali affidati dai tribunali ai centri di salute mentale -45%
  • Numero di posti letto degli SPDC degli ospedali a causa delle riconversioni per Covid -12%
  • Riduzione complessiva dei ricoveri -87%

«Non ci sono altri studi più compiuti e più recenti su come si è sviluppata situazione. Ci auguriamo che, non appena saranno disponibili, smentiscano questa situazione che è molto preoccupante», ha commentato Casavola. 

«È stato un incontro interlocutorio, ma accogliamo con favore la proposta del consigliere Borghetti di prendere spunto dai nostri 9 punti per farne oggetto di una risoluzione che possa contribuire al processo di riforma della legge regionale 23/2015 sulla salute», ha concluso don Virginio Colmegna.

La foto di apertura è di Greg Rosenke su Unsplash


Altri articoli suggeriti

Case della comunità, proviamoci in Lombardia

Rivedi l’incontro online “Case della comunità, proviamoci in Lombardia”, promosso dall’Associazione Prima la comunità….

“Territorio e comunità: sanità e disagio sociale ai tempi del Covid”

Rivedi l’incontro “Territorio e comunità: sanità e disagio sociale ai tempi del Covid”, promosso…

“Regaliamoci futuro”. La Casa della Carità si ripensa

Il percorso di riprogettazione dell’azione sociale e degli spazi della Casa della Carità, che…

SOSTIENI LA CASA DELLA CARITÀ

La Casa della Carità è una vera famiglia per bambini, anziani, donne e uomini di ogni età, Paese e religione.

Dona speranza, cura, un aiuto concreto alle persone seguite dalla Fondazione.

Dona ora